POLIZIA MUNICIPALE di MELENDUGNO (Le) 

 

CHI SIAMO

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CHI SIAMO: GLI OBIETTIVI DELLA POLIZIA MUNICIPALE

 

La Polizia Municipale ha il compito di far conoscere e rispettare le norme che regolano la convivenza civile all’interno del Comune di Melendugno, costituendo una istituzione riconosciuta dai cittadini e depositaria della fiducia degli stessi, ponendosi come primo referente sul territorio per la Amministrazione Comunale.

Il servizio svolto dalla Polizia Municipale è orientato a garantire la migliore fruizione della città per i cittadini, favorendo la loro l’utilizzo dei servizi dell’ambito comunale.

La Polizia Municipale si pone l’obiettivo di essere un referente per la vita di tutti i giorni, per conoscere ed orientarsi nella città e nei servizi che questa offre.

Il Corpo di Polizia Municipale, oltre ad essere un’istituzione cittadina, è un’organizzazione di persone che agiscono in modo omogeneo, a favore del rispetto delle regole di convivenza e per il bene della città, basando la propria missione su alcuni principiî fondamentali e condivisi:

Giustizia

Imparzialità

Disponibilità e spirito di corpo

L’operatore di Polizia Municipale è un importante punto di riferimento per la collettività, svolge i suoi compiti in maniera autorevole, dimostrandosi cioè preparato professionalmente e al contatto relazionale, capace di sviluppare le attività attraverso la migliore interpretazione delle situazioni e delle problematiche incontrate, applicando un approccio educativo e orientato a dare risposta ai bisogni della cittadinanza.

Le modalità d’azione e d’intervento partono dall’ascolto dei bisogni del cittadino, al fine di individuare soluzioni adeguate e orientate al benessere comune, indirizzando ai servizi ed alle possibilità d’uso della città con una funzione d’aiuto e di supporto costante.

 

Struttura e Aree di Servizio

  Il Servizio di Polizia Municipale realizza attività e interventi specifici al fine di garantire (L.R. Puglia n. “Disciplina della Polizia amministrativa locale e promozione di un sistema integrato di sicurezza”) l’ordinato svolgimento delle seguenti attività: controllo della mobilità e sicurezza stradale; tutela del consumatore, tutela della qualità urbana, tutela della vivibilità e della sicurezza.

Nella sua complessa organizzazione la Polizia Municipale si caratterizza per Nuclei Operativi, entro i quali agiscono i seguenti interventi.

 

Sicurezza stradale: attività di controllo esercitata sugli utenti della strada, volte a prevenire e reprimere i comportamenti che creano pericolo per la sicurezza e l’incolumità dei cittadini sulle strade, o che più immediatamente ledono il diritto alla mobilità, e di azioni di regolamentazione e sostegno ad un più fluido scorrimento della viabilità locale. Le priorità di intervento sono sviluppate attraverso azioni mirate (eccesso velocità, semaforo rosso, uso del casco, uso telefono cellulare, cinture di sicurezza), in accordo con le strategie dell’Amministrazione Comunale, basandosi sulle analisi dei fenomeni propri della mobilità locale e dei dati relativi alle componenti di rischio per gli utenti della strada. Tali campagne vengono promosse e supportate da azioni di informazione continua attraverso ordinanze sindacali e/o di settore. L’educazione stradale, in via di programmazione con l’Istituto Comprensivo Scolastico per gli alunni della Scuola Media, ne rappresenta un momento fondamentale, incidendo sulla formazione delle fasce giovanili della popolazione.

Sicurezza della città: attività operative specifiche per la promozione di un sistema integrato di sicurezza vengono svolte sulla base dei compiti specifici assegnati alla Polizia Municipale dal Contratto di sicurezza con la Prefettura. In tal senso la Polizia Municipale opera d’iniziativa ed anche in collaborazione con le altre Forze di Polizia, con gli altri Settori della Amministrazione Comunale e con le Istituzioni locali che si occupano di problematiche sociali che hanno impatto sul territorio in termini di sicurezza e vivibilità. La Polizia Municipale si impegna altresì, con tutte le risorse presenti sul territorio, a prevenire e controllare fenomeni di disturbo alla quiete pubblica, nonché a intervenire in situazioni di conflitto o che comportano problemi alla convivenza dei cittadini.

Tutela del consumatore: attività che la Polizia Municipale sviluppa con il proprio nucleo di Polizia Commerciale, Polizia Edilizia e Polizia Ambientale, sono volte ad effettuare azioni di vigilanza e controllo per il rispetto delle vigenti normative di Settore, intervenendo sia d’iniziativa che in collaborazione con i Settori del Comune coinvolti per garantire la tutela del cittadino, come consumatore e fruitore di servizi, ma anche della collettività nel rispetto degli spazi comuni e dell’ambiente.

 

Come lavoriamo: Modalità e strumenti di lavoro

Gli elementi distintivi delle modalità di intervento della Polizia Municipale si fondano su un’articolata pianificazione degli interventi, delle risorse impegnate e delle zone coperte dai servizi, che, partendo dai piani strategici indicati dalla Amministrazione Comunale, fa riferimento alle esigenze emerse nell’annualità precedente di servizio e nella contestualizzazione delle specifiche situazioni una complessa organizzazione dei turni e delle attività, che garantisce una copertura efficiente dei servizi per almeno 12 ore giornaliere durante la maggior parte dell’anno, e fino a 20 ore nel periodo estivo con i seguenti turni:

1 Turno) dalle ore 08,00 alle ore 14,00;

2 Turno) dalle ore 16,00 alle ore 22,00;

3 Turno interm.) dalle ore 18,00 alle ore 24,00;

4 Turno notturno) dalle ore 24,00 alle ore 02,00

nonché la capacità d’intervento su situazioni eccezionali e d’urgenza, nell’espletamento dei diversi servizi della Polizia Municipale, con particolare attenzione ai punti d’interesse della collettività, con effetto deterrente sui comportamenti scorretti con l’utilizzo dello strumento sanzionatorio in maniera integrata con le azioni preventive e educative e l’utilizzo di tecnologie elettroniche (Fhotored) a supporto della viabilità nelle intersezioni di particolare rilevanza. Gestione interna degli atti amministrativi, orientata alla trasparenza ed allo snellimento delle procedure, controllo e valutazione dei risultati ottenuti e per la progettazione ed il miglioramento dei servizi.

Gli strumenti a disposizione della Polizia Municipale anche se non adeguati alle effettive esigenze logistiche al fine di garantirne un più ampio e positivo effetto della presenza sul territorio urbano e dei servizi espletati, comprendono:

Presidio del territorio

Soluzione ai problemi proposti dai cittadini

Sanzioni dei comportamenti scorretti

Approfondimenti per lo studio e la conoscenza dei problemi territoriali

Azione continuativa di informazione

Mediazione dei conflitti tra i cittadini

Intermediazione con i servizi e i referenti della Pubblica Amministrazione

 

Professionalità dell’operatore di Polizia Municipale

Essere un operatore di Polizia Municipale significa ricoprire un ruolo formale importante e riconosciuto sul territorio, ma lo stesso impone che le persone impegnate in tale funzione mettano in atto competenze fondamentali, costituenti una professionalità complessa e socialmente rilevante. È importante sottolineare che il ruolo richiesto dall’istituzione formale deve essere giustificato e supportato, in modo informale, dalle capacità e dal comportamento delle stesse persone.

Le componenti professionali principali possono essere così valorizzate:

CONTROLLO

Difficilmente un atto arbitrario può essere compiuto da un operatore di polizia municipale nell’ambito della sosta irregolare sia essa legata ad obblighi e limitazioni che per altri casi.

Preferibilmente l’operatore vigila il settore che le è stato assegnato e, anche limitatamente a questo, dando priorità alle vie dove in genere sono più frequenti turbative alla normale circolazione stradale. Nelle strade secondarie o periferiche, di norma, l’intervento è relegato alla momentanea congestione del traffico spesso dovuta, più che altro, a casi sporadici di sosta irregolare. Del resto è inconcepibile che l’operatore sia sempre dappertutto. Solitamente il Comando da cui attende, dispone un ordine di servizio che indica modalità, tempi e luoghi di intervento prediligendo, appunto, piazze e vie dove si rende necessario un pattugliamento continuato.

L’operatore di polizia municipale nell’effettuare il suo giro di “ronda” controlla la situazione del traffico e, all’occorrenza previene le infrazioni al codice della strada.

 

PREVENZIONE

La prevenzione è un atteggiamento soggettivo, legato anche a situazioni locali ben conosciute dall’agente preposto, il quale ha interiorizzato un vademecum comportamentale, acquisito con l’esperienza, frutto dei casi riscontrati e fatti vissuti che, molte volte, esulano dalla propria volontà ma ne sono parte integrante proprio perché tratti dal “vissuto”. Fuori luogo è pretendere una prevenzione supina e passiva protratta nel tempo che vanifica l’operato dell’agente preposto e la paternità istituzionale.

 

REPRESSIONE

L’accertamento dell’illecito posto in essere, di per se è sempre limitato nel tempo e nel luogo, di conseguenza, fermo restando le norme del codice della strada che regolano la sosta e la fermata e relativi obblighi e limitazioni correlate dei veicoli in genere (sosta in doppia fila, non parallela all’asse stradale, in prossimità di intersezione ecc.), l’operatore di polizia municipale procede all’accertamento delle infrazioni effettivamente commesse come fatto consequenziale al suo comportamento logico-deduttivo scaturito, appunto, dalle precedenti fasi di controllo e prevenzione inevitabilmente superate senza alcun esito positivo.

 

a) La fase repressiva

L’illecito amministrativo, di per se, è una sorta di punizione pecuniaria per indurre il responsabile dell’infrazione a prestare più attenzione alle norme e riflettere sul comportamento anomalo posto in essere, affinché desista in futuro dal commettere fatti analoghi in maniera cosciente e volontaria, se questi non sono dettati da cause di forza maggiore o stati di necessità tali da poter derogare il precetto normativo;

 

Art. 3. - Elemento soggettivo.

Nelle violazioni cui è applicabile una sanzione amministrativa ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa.

Nel caso in cui la violazione è commessa per errore sul fatto, l’agente non è responsabile quando l’errore non è determinato da sua colpa.

 

Art. 4. - Cause di esclusione della responsabilità.

Non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa.

Se la violazione è commessa per ordine dell’autorità, della stessa risponde il pubblico ufficiale che ha dato l’ordine.

Anche in questo frangente occorre precisare che l’operatore di polizia municipale non è arbitro indiscusso e deputato a considerare ogni comportamento umano con fini decisionali; egli deve limitarsi ad applicare la norma sul fatto compiuto e, semmai, relazionare in merito dando il proprio apporto con la massima obiettività. Spetta ad altri il compito di giudicare e valutare il comportamento umano in relazione ad ogni possibile esimente sollevata dal ricorrente. Ciò non toglie che l’agente accertatore, al momento della contestazione, deve riportare ogni principio espressivo a difesa, che il ricorrente intende dichiarare. Sarà cura dell’agente invitarlo, in casi particolari, a dichiarare che faranno seguito ulteriori e più dettagliati scritti difensivi quando, non anche concordare dichiarazioni aggiuntive al verbale di accertamento e parti integranti dello stesso.

SANZIONI ACCESSORIE

Il nuovo codice della strada ha introdotto l’istituto delle sanzioni accessorie ….. che in determinati casi, limitano, sospendono o sottraggono l’utilizzo di un bene mobile proprio o, ancor peggio, di altri e di cui al momento si è in possesso ed utilizzo, o l’esercizio di una facoltà soggettiva comunque acquisita.

La punizione accessoria, più che meno della multa gradita, può dar luogo a contraddittori poco sereni fino ad atteggiamenti istintuali inurbani che inaspriscono l’intervento costringendo l’agente accertatore a far valere il proprio status quo.

LA DECURTAZIONE DEI PUNTI

Non da meno subire la decurtazione dei punti sulla patente di guida instaura tra l’autore della violazione e l’accertatore un atteggiamento di tensione e sofferenza interiore che, sebbene suffragata da un’imposizione della norma mal volentieri da chi la subisce viene supportata. Fino al compimento degli atti di rito, l’interloquio avviene, nella maggior parte dei casi, in una fase temporale che definiamo d’irriquieta accondiscendenza, il cui precario equilibrio contraddittoriale può alterarsi per un non nulla.

COMPORTAMENTO SOGGETTIVO

L’uomo si distingue da ogni suo simile per una serie di comportamenti soggettivi, propri del suo essere, inconsapevolmente acquisiti per vicissitudini di vita o caratterialmente ereditati.

Premesso che la soggettività posta in essere al confronto degli altri, benché possa comprendere una formazione comportamentale più che accettabile è comunque, di per se sconosciuta ai più e, quindi, all’utente della strada che nel frangente “subisce” l’intervento. Egli non conosce né è tenuto a conoscere la sfera comportamentale dell’operatore e la sua SOGGETTIVITA lo induce ad una sorta di atteggiamento di difesa e diffidenza innato e comune a tutti.

Nella fattispecie l’agente accertatore rappresenta la FORMA ATTIVA del procedimento, l’interlocutore la FORMA PASSIVA e soggetta ad un eventuale provvedimento più o meno grave. Ma, abbiamo detto, l’agente accertatore non deve mai porsi come arbitro della situazione o peggio deputato di un giudizio altrui, semplicemente sereno interlocutore ed estensore di un dovere da porre in essere in principio della presunta violazione della norma a lui affidata.

COMPORTAMENTO OGGETTIVO

Il comportamento OGGETTIVO nell’essere umano dovrebbe corrispondere a istituti razionali acquisiti nell’ambito della società in cui vive: scuola, lavoro ecc..

Il comportamento oggettivo in fin dei conti dovrebbe essere una sorta di comunicazioni esteriore comune a tutti, un codice indicativo ed espressivo basato su un “linguaggio” trasparente e di pubblico dominio. Un vademecum comportamentale interiorizzato per essere esternato quale principio di uguaglianza nazionale, recettore di diritti e di doveri, di principi inderogabili attraverso i quali deve filtrare un comportamento comunicativo urbano e civile e i cui presupposti sono quelli di trarne con massima trasparenza e chiarezza risultanze di uguaglianza applicativa di ogni norma sociale, morale e comportamentale.

Derogare questi principi sociali può significare, nell’ambito di un controllo stradale, rinunciare ad ogni istituto di prossimità oggettiva comune che consente di dialogare su file parallele di facile comprensione e coerenza sociale.

COMPORTAMENTO ISTINTUALE

Fin della notte dei tempi l’uomo si è distinto dalle altre creature per l’aver posto in essere in ogni sua azione positiva e negativa, nel fare e nel non fare comportamenti atti a socializzare al fine di raggiungere intenti e voleri comuni condivisi dalla maggioranza dei suoi simili.

Il comportamento istintuale primitivo ed irrazionale esula da ogni umana comprensione. Questo stato primordiale umano che, a volte, sfugge ad ogni ragione e controllo inevitabilmente genera tensioni, incomprensioni, alterchi ecc. da parte dell’utente della strada; accondiscendenze, sudditanze, compromessi ecc. da parte di chi deve applicare la norma fino alla noncuranza della stessa, trascuratezza del proprio dovere con grave denigrazione per se e per l’istituzione che rappresenta.

EQUILIBRIO INTERIORE

Esternare la propria coscienza in maniera chiara e decisa, dimostra personalità e rettitudine comportamentale. Una sorta di scudo che pone al riparo l’accertatore da indecisioni e tentennamenti e induce l’interlocutore a desistere da ogni approccio poco edificante o confidenziale.

L’equilibrio interiore non è una patente facilmente acquisibile, tantomeno un “callo” che cresce con gli anni e pone al riparo da ogni possibile turbativa comportamentale propria o altrui. Semmai è un risultato sofferto che con gli anni occorre imparare solo a sempre più difendere e gestire, affinché non sia fatto sopravvento dai comportamenti soggettivi, oggettivi ed istintuali peggiori.

L’equilibrio interiore è però un “patentino” di “mestiere” che gli anni possono rafforzare d’esperienza e suffragare altri “vuoti” professionali e, perché no!, anche comportamentali non facili da esternare nella maniera che si vorrebbe.

L’equilibrio interiore è forse l’aspetto più aleatorio nel comportamento umano, ma certamente il più umano comportamento perché scaturisce dall’animo nella maniera più semplice anche se più discutibile; più veritiera anche se meno razionale.

RELAZIONI UMANE

Sono relazioni umane ogni forma di comunicazione con una o più persone nell’ambito della sfera comportamentale di ogni uomo.

Sono relazioni umane e risultanze delle stesse ogni atteggiamento espressivo che può coinvolgere in maniera attiva o immediata (i presenti) e passiva o differita (i non presenti).

Il coinvolgimento passivo o attivo di una o più persone a causa del nostro atteggiamento comunicativo o espressivo inevitabilmente genera pressioni sociali lungo una scala di valori nell’ambito dell’interland in cui operiamo. Questo “movimento opzionale” risultato delle nostre forme di comunicazione ed atteggiamenti espressivi comportamentali nell’ambito delle relazioni umane influiscono sui risultati delle nostre pubbliche relazioni.

PUBBLICHE RELAZIONI

Le relazioni umane, involontarie posizioni sociali - oseremo dire -, che il nostro ego si è guadagnato, influiranno sulla pubblica opinione favorendo o meno le pubbliche relazioni nell’abito delle quali, - pure qui -, inevitabilmente, dovremo interagire.

Se un vecchio detto vedeva i vigili urbani come “biglietto da visita dei comuni”, certamente oggi l’istruttore di vigilanza è l’ “espressione sociale e morale dei comuni”.

Consapevoli delle difficoltà cui i vigili urbani, da sempre, sono andati incontro i nostri colleghi “nonni” dicevano:

“Siamo la carta igienica dei comuni, veniamo usati e poi gettati”; oppure:

“Solo per indossare questa divisa, già dovremmo essere pagati”. Espressioni di rammarico legate al proprio ruolo sociale ma anche esistenziale; di pura sofferenza interiore ma anche mera commiserazione comune nelle piccole realtà municipali più che nelle grandi.

ATTEGGIAMENTO POSITIVO

Pochi fortunati svolgono il lavoro o la professione che hanno sempre sognato. La vita presenta svolte decisive a volte, che cambiano radicalmente la propria esistenza.

Oggi molti professionisti sono vigili urbani e specialmente le donne anche ufficiali e comandanti, come del resto nella Polizia di Stato, i Carabinieri ecc.. In questi ultimi venti anni molte cose sono cambiante nell’ambito municipale in genere ed anche nei corpi e servizi di polizia municipale.

Per intraprendere questo lavoro è innegabile una certa predisposizione o augurarsi un paziente adattamento non solo professionale ma principalmente interiore.

Occorre operare con atteggiamento positivo e ritenere tali ogni mansione ed incombenza sia istituzionale che di routine può capitare.

DOVERE ISTITUZIONALE

Il Vigile Urbano è al servizio del cittadino quando adempie ad ogni incombenza assegnata o demandata; svolge, dunque, il proprio dovere istituzionale riconosciutoLe dallo Stato e sancito dalle leggi e regolamenti nonché da altri atti formali: decreti esterni (agente di P.S.) ed interni all’Ente di appartenenza, determine e carte interne di polizia che possono stabilire ulteriori competenze operative. Attendere a tutto questo significa espletare il proprio Dovere Istituzione.

L’adempimento di un dovere ha molteplici aspetti sia dal punto di vista normativo che operativo e solo nell’ambito di questa sfera occorre porre in essere l’attività di polizia, pianificata ed uniformata dagli ufficiali superiori che ne rispondono, comunque, in prima persona.

Principi garantiti

Eguaglianza e Imparzialità: l’erogazione del servizio di Polizia Municipale deve essere ispirata al principio di eguaglianza dei diritti degli utenti, le regole che disciplinano i rapporti e l’accesso ai servizi devono essere uguali per tutti.

Nessuna discriminazione nell’erogazione dei servizio può essere compiuta per motivi riguardanti le condizioni personali e sociali quali sesso, razza, lingua, religione ed opinioni politiche. La Polizia Municipale si impegna altresì a adottare le iniziative necessarie per adeguare le modalità di prestazione del servizio alle esigenze degli utenti portatori di handicap.

La Polizia Municipale ispira i propri comportamenti, nei confronti degli utenti, a criteri di obbiettività, giustizia ed imparzialità.

 

Continuità: Il Comando si impegna ad offrire un Servizio continuo, regolare e senza interruzioni, nell’ambito delle modalità stabilite dalla norma di Settore.

 

Partecipazione: la partecipazione del cittadino alla prestazione del servizio deve essere sempre garantita, sia per tutelare la corretta erogazione dello stesso, sia per favorire la collaborazione nei confronti dei soggetti erogatori. La Polizia Municipale garantisce l’accesso alle informazioni e si impegna a dare ascolto al cittadino accogliendo le sue segnalazioni.

 

Efficacia ed Efficienza: La Polizia Municipale agisce in modo da garantire efficienza e efficacia dei servizi offerti, intraprendendo interventi di miglioramento organizzativo e formazione delle risorse umane orientati al raggiungimento di tali obiettivi.

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